Oggi ci parla del minirugby coach Massimo Ceriani:

Com’è il passaggio da giocatore ad allenatore?

Faccio l’allenatore da 3 anni e per l’ultimo anno sono ancora giocatore, quindi non è così semplice scindere le due cose. Quando vedi i bambini giocare ti prende la voglia, ti rispecchi in loro e a volte cerchi di correggere alcune cosa magari sbagliando. Qui entra in gioco il giocatore, mentre l’allenatore deve imparare a ragionare per obiettivi e impegnarsi per raggiungerli.

Capita mai a voi allenatori di perdere la pazienza con i bambini?

In realtà no. Come educatori siamo proprio un bel gruppo, se abbiamo bimbi difficili ci aiutiamo tra noi perché nessuno perda la pazienza, ci confrontiamo con esperti o esperte in materia per imparare a gestire situazioni difficili.

Quanto sono competitivi i bambini?

Abbastanza, i bimbi quando giocano lo fannoo per vincere. Per loro fare una meta è un traguardo, un momento di gioia, un obiettivo stimolante. Quindi sì, tra i bambini c’è competizione, ma sempre nell’ottica nel divertimento e del rispetto.

C’è una crescita nei numeri del minirugby?

Sì, i numeri aumentano, il nostro sport comincia a essere conosciuto anche nelle piccole realtà. Inoltre, il West sta facendo un ottimo lavoro all’interno delle scuole, in modo da far conoscere la nostra disciplina a più ragazzi, così da permettergli di provare questo bellissimo sport.

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